Ahmet Ümit | Perché Istanbul ricordi

Il giro del mondo attraverso i libri

« Sì, Nevzat, ammettilo, questo lavoro ti piace ».
Aveva ragione, mi piaceva. Anche se non ne sapevo esattamente la ragione, non riuscivo a rinunciarci. Forse perché nel mondo c’era troppa sofferenza, forse perché in questo Paese non c’era giustizia, forse perché credevo che se avessi risolto qualche caso di omicidio e preso gli assassini, mi sarei sentito meglio. O forse semplicemente mi piaceva questo lavoro. Oppure perché non sapevo fare altro.

Perché Istanbul ricordi, Ahmet Ümit, trad. A. Valerio

Istanbul. Una mattina di maggio, ai piedi del monumento di Atatürk, nel quartiere di Sarayburnu, viene rinvenuto un cadavere. La causa di morte appare subito chiara al commissario Nevzat e ai suoi due collaboratori: l’uomo ha un profondo taglio alla gola ma nelle immediate vicinanze non vi sono tracce di sangue, per cui è chiaro che il cadavere sia stato trasportato in un secondo tempo; il corpo è posizionato in modo da…

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